Sant’Espedito di Melitene Martire

sant'espedito immaginetta

19 aprile

Le notizie riguardanti S. Espedito si ricavano solamente dai martirologi ed è pertanto impossibile avere dettagli più precisi sulla sua esistenza. Il Martirologio Geronimiano (che risale, nella sua originaria formulazione, alla prima metà del V secolo) commemora il martire Espedito in due date: il 18 aprile (“Romae Eleutheri episcopi et Anthiae matris eius et Parthenii, Caloceri, Fabii, Proculi, Apollonii, Fortunati, Crispini, EXPEDITI, Mappalici, Victorini, Gagi”) ed il 19 aprile (“In Arminia Militana civitate Hermogeni, Gagi, EXPEDITI, Aristonici, Rufi, Galatae una die coronatorum”). La prima data sembra però essere frutto di un errore: si può facilmente dimostrare che i nomi dei presunti compagni di martirio del 18 aprile sono solo ripetizioni di nomi di altri santi. A questo proposito occorre ricordare che gli errori (modificazioni di date, luoghi, ecc.) sono molto frequenti nei martirologi.
In sintesi, le uniche informazioni che sembrano certe riguardano il giorno (19 aprile) ed il luogo di morte (Melitene, ora Malatya, in Turchia); nulla si può dire neanche sulle circostanze del martirio, né sulla sua epoca (l’affermazione che esso avvenne sotto Diocleziano non si fonda su dati storici), sicuramente però anteriore alla redazione del Martirologio Geronimiano.
L’esistenza di S. Espedito è stata più volte messa in dubbio, senza però una ragione basata su prove decisive. Secondo Delehaye, il nome Espedito sarebbe una lettura errata di Elpidio, ma la tesi sembra essere troppo sbrigativa. Infatti, sia S. Espedito che un martire di nome Elpidio morirono a Melitene insieme ad un compagno di nome Ermogene, ma nulla indica che si tratti dello stesso Ermogene: tant’è vero che il Martirologio Geronimiano segnala i martiri “Elpidio ed Ermogene” sempre in date diverse dal 19 aprile, giorno in cui sono invece riportati i nomi di Ermogene, Espedito e degli altri compagni.
Appare quindi una forzatura considerare Elpidio ed Espedito appartenenti allo stesso gruppo di martiri o identificarli addirittura nella stessa persona.
E’ anche stata avanzata l’ipotesi che la parola “expeditus” debba essere intesa come aggettivo riferito ad una persona e non come nome proprio. Effettivamente, in latino, tale vocabolo poteva essere sia aggettivo (“libero da impacci”) che sostantivo (“chi è libero da impacci”; nel linguaggio militare, il plurale “expediti” indicava la fanteria leggera). Non ci sono però assolutamente prove per affermare – come qualcuno ha fatto in passato – che “expeditus” sia un aggettivo riferito a S. Menna. L’unico legame tra i due santi consiste nel fatto che entrambi sono rappresentati in vesti militari e, dopo il XVII secolo, la loro iconografia venne confusa in Occidente.
Intorno alla figura di S. Espedito sono nate anche diverse leggende. Frutto di invenzione è ad esempio la storia che presenta S. Espedito come comandante della legione romana Fulminante e autore del miracolo dell’acqua avvenuto all’epoca di Marco Aurelio.
Esiste poi un’altra leggenda, diffusa in numerose versioni: in ognuna di esse si spiega che il nome “Expeditus” deriverebbe dalla scritta ”spedito” posta su un pacco contenente le reliquie di un santo sconosciuto. Naturalmente, queste storie sono completamente false, dal momento che il nome “Expeditus” si trova già nel Martirologio Geronimiano. Una variante di questa leggenda è presente anche in una poesia, all’interno della raccolta Palmström (1810), dell’autore tedesco Christian Morgenstern (München, 1871 – Merano, 1941); in quest’opera viene inoltre nominata un’opposizione da parte della Chiesa di Roma al culto del santo.
Per quanto riguarda il culto di S. Espedito, sicuramente il nome “Expeditus” ha facilitato giochi di parole e così egli è diventato il santo della rapidità per antonomasia. Inizialmente invocato per le cause urgenti, è divenuto patrono dei commercianti (per il celere disbrigo degli affari) e dei naviganti; per lo stesso motivo viene anche pregato dagli esaminandi e per il buon esito dei processi.
Espedito è raffigurato nelle vesti di soldato (il termine latino “expeditus”, come già accennato, significa anche “armato alla leggera”) e calpesta un corvo che grida “cras” (“domani” in latino): secondo una leggenda, tale corvo, che rappresenta lo spirito maligno, apparve a S. Espedito dopo la conversione al cristianesimo. Nell’area germanica il santo è rappresentato con un orologio, mentre nel resto del mondo ha in mano un crocefisso (elemento aggiunto in epoca successiva) con la scritta “hodie” (“oggi” in latino).
Il culto, al contrario di quanto si legge solitamente, non è di origine piuttosto recente (non nacque cioè in Sicilia e in Germania nel XVII secolo): già nel Medio Evo a Torino esisteva la contrada di S. Espedito ed il santo era patrono dei commercianti; inoltre, in Francia, il culto del santo risale almeno al XVI secolo. All’inizio del XX secolo vi furono numerose dispute intorno alla soppressione del culto: nel 1905 si diffuse addirittura la voce – infondata – che esso era stato vietato.
Attualmente S. Espedito è conosciuto ed invocato in molti Paesi, in particolare Austria, Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Filippine, Francia (ed in special modo nell’Ile de La Réunion), Italia (soprattutto in Sicilia, Campania e Lombardia), Germania, Messico, Nicaragua, Panama, Perù, Russia, Spagna, Turchia, Uruguay, Venezuela, Stati Uniti.
Tra tutti i componenti del gruppo dei martiri di Melitene venerati il 19 aprile insieme con Ermogene, Espedito solo ha goduto di un culto popolare assai diffuso, anche se soltanto a partire da un’epoca abbastanza recente. Siccome il Martirologio Geronimiano, dal quale dipendono tutti i martirologi che fino al Romano hanno trasmesso il nome di Espedito, indica solo il nome del martire, è assolutamente impossibile avere notizie precise sull’epoca della sua vita e sul suo martirio.
Anzi il Delehaye ha avanzato l’ipotesi che il nome di Espedito non sia altro che una lettura sbagliata di quello di Elpidio, altro martire del gruppo di Melitene, il cui nome ci è pervenuto sotto ben cinque forme diverse.
Del culto di Espedito si trova traccia in Sicilia dalla metà del sec. XVIII, specialmente a Messina e Acireale, dove nel 1781 il santo fu proclamato patrono secondario della città e veniva venerato come protettore dei mercanti e dei navigatori e, in modo più generale, era invocato per il celere disbrigo degli affari (negotiorum et expeditionum patronus). Un secondo centro di devozione particolare ad Espedito si trova nella Germania meridionale e sembra che all’origine le ragioni di tale venerazione fossero uguali a quelle di Sicilia.
L’iconografia del santo è molto suggestiva. Abitualmente rappresentato vestito da soldato romano Espedito tenta di scacciare un corvo, che grida cra cra, mentre il santo mostra un orologio che indica hodie. In raffigurazioni più tarde l’orologio viene sostituito dalla croce, che il santo tiene in mano. Dal non rimettere a domani ciò che si deve e si può fare oggi, Espedito è divenuto il santo nemico del domani, al quale ci si deve rivolgere per ottenere la concessione immediata, oggi stesso, di qualsiasi grazia chiesta. E non è inutile notare che questa opinione popolare, che sa di superstizione, è legata, almeno nel mondo latino, a un facile gioco verbale sul nome del santo.

NOVENA  A   S.  ESPEDITO

10 Aprile – 1° Giorno

Dio onnipotente ed eterno, che sempre ascolti le preghiere dei Santi nel concedere le grazie più singolari, degnati di esaudire le umili suppliche che Ti porgiamo per mezzo del glorioso martire S. Espedito, e, per i suoi meriti e la sua fedeltà, dacci il tuo amore e la grazia di fare sempre ed in ogni cosa la tua Santissima Volontà.

11 Aprile – 2° Giorno

O S. Espedito, servo fedele di Gesù Cristo, che professando tra i disordini della malizia idolatra il cristianesimo più perfetto, mostrasti con i fatti di non ambire altra gloria che quella di vero discepolo del Redentore crocifisso, ottieni, a noi tutti, la grazia di conservare nel nostro cuore la santa fede cattolica, che abbiamo ricevuto nel Battesimo, di praticarla pubblicamente, sul tuo esempio, senza rispetto umano, e di cooperare, nel miglior modo, alla salvezza delle anime, mentre ci dedichiamo alla santificazione della nostra anima.

12 Aprile – 3° Giorno

Incomparabile Sant’Espedito che, divenuto nella Chiesa un nobile esempio di santità perché  sopportasti impavido i tormenti e la morte nel nome di Gesù Cristo e meritasti la palma del martirio e la corona di gloria, che ora godi in cielo, e divenisti il potente protettore di tutti coloro che a te ricorrono con fiducia, degnati di accrescere in noi quella pietà che forma l’autentico carattere dei Figli di Dio, e ottienici di ascoltare oggi, sempre e prontamente  la Parola del Signore.

13 Aprile – 4° Giorno

O martire invitto S. Espedito, che, come premio della tua prontezza nel servizio divino e della tua fedeltà a Cristo, ricevesti da Dio il potere di soccorrere velocemente  i tuoi devoti nelle loro necessità, volgi lo sguardo su ognuno di noi che, oppressi da molte malattie, tribolazioni ed angustie, invochiamo il tuo patrocinio.Provvedi o grande Santo, a tutti i bisogni spirituali delle nostre anime e a quelli materiali della nostra esistenza umana. Fa’ che le consolazioni dello spirito, il bene, la salute, la pace, la gioia e la santità della vita, che imploriamo dalla Divina Misericordia, tutto concorra al conseguimento della nostra salvezza eterna.

14 Aprile – 5° Giorno

Unendoci alla santa forza della fede, con la quale sopportasti tanto coraggiosamente il martirio per la gloria di Gesù Cristo, ti preghiamo, o grande Santo Espedito, di intercedere per noi, affinché Nostro Signore accresca la sua gloria sulla terra donandoci la sua provvidenza, e noi veniamo confortati dalla grazia particolare che chiediamo, se è utile alla salvezza delle nostre anime.

15 Aprile – 6° Giorno

O sostegno fedelissimo della nostra speranza, glorioso Sant’Espedito, noi ti preghiamo di rappresentare le nostre sofferenze e necessità  al trono di Dio per mezzo di Maria Santissima, nostra potente avvocata e tenerissima Madre.Le sue preghiere ed i suoi meriti, uniti ai tuoi e a quelli di tutti i Santi della Corte celeste, ci ottengano, dalla bontà di Dio, quella abbondanza di doni, che per i nostri grandi demeriti, da soli,  non possiamo ottenere.

16 Aprile – 7° Giorno

Alla tua continua e particolare assistenza e protezione raccomandiamo, o leale e forte Santo Espedito, le persone ed i giovani che prestano il servizio militare.   Difendili dal pericolo di perdere la vita, la fede, l’integrità e l’onestà dell’agire, ed ottieni, per tutti i soldati, quello spirito di fortezza che, rendendoli fedeli a Dio, li renda coraggiosi ed intrepidi nella difesa della patria, nella protezione della libertà, nella custodia dei diritti degli uomini e nella promozione della pace.

17 Aprile – 8° Giorno

Estendi ancora, o insigne Santo Espedito, la tua protezione alle persone sofferenti che confidano nel tuo patrocinio.
Ti raccomandiamo particolarmente coloro che, secondo il modo di pensare umano, pare non possano essere sollevati
nelle loro tribolazioni senza un particolare aiuto di Dio. Degnati di esercitare a loro favore quella speciale prerogativa, da Dio a te conferita, di sovvenire prontamente e con aiuti efficaci ai bisogni urgenti di chi confida in te.

18 Aprile – 9° Giorno
Espedito, giusto e fedele, volgi pietosamente lo sguardo ai poveri peccatori che, già prossimi alla morte, non pensano di provvedere efficacemente alla loro salvezza.
Fa’ che si convertano sinceramente al Signore prima di presentarsi al retto giudizio di Dio.
Prega, o Santo Espedito, affinché nell’ora della morte siamo resi degni di udire le parole uscite dal cuore divino di Gesù: «Oggi sarai con me in Paradiso», e, dopo averti imitato nell’amore e nella fedeltà al Cristo, Redentore crocifisso e risorto, meritiamo di partecipare alla tua gloria in cielo.

 

Preghiera  a  Sant’Espedito  martire

O Sant’Espedito, glorioso martire della Chiesa Cattolica, che nel dispensare le misericordie divine fosti prescelto
a porgere pronti ed efficaci aiuti nei bisogni più gravi, volgi uno sguardo su di me che vengo ad implorare il tuo
soccorso con la fiducia di essere esaudito.
Interponi, o grande Santo, la tua mediazione presso il trono di Dio e di Maria, ed ottienimi gli aiuti necessari per conseguire la mia salvezza eterna e la grazia speciale che ti chiedo……….. se Dio Onnipotente desidera concedermela.
Mi riconosco indegno dei Suoi favori per le molte offese che ho arrecato alla Sua Divina Maestà, ma ora sono pentito, le detesto con tutto il cuore, e tutto spero dalla sua Misericordia per l’intercessione di Maria e con il tuo patrocinio.
Quale attestato della mia riconoscenza per la grazia che imploro, ti prometto o mio amabilissimo protettore, di……………………………………….(ognuno, secondo la propria possibilità,  prometta di fare qualche opera buona).  AMEN