La Parrocchia di S. Espedito segna la sua data di nascita e la sua attività ufficiale il 19 marzo, giovedì, del 1936, festa di S. Giuseppe, con una solenne benedizione della chiesa ancora grezza, celebrata dal cardinale Luigi Lavitrano, Arcivescovo di Palermo.
Il primo parroco della nuova Parrocchia fu Mons. Nunzio Mineo che l’ha retta ininterrottamente fino al 5 novembre 1979, quando è arrivato il nuovo parroco don Giuseppe Pitarresi. A succedere don Giuseppe Pitarresi, nel 24 Settembre 2009 fu don Pietro Magro, attuale parroco. La storia della chiesa parrocchiale però comincia prima di diventare Parrocchia.
Le poche notizie che abbiamo sono tratte dal Chronicon parrocchiale, redatto dal primo parroco, che racconta i primi anni di vita della nuova Parrocchia.
Da questo Chronicon sappiamo che la storia della chiesa di S. Espedito è ovviamente legata all’arrivo a Palermo nel 1899 del culto a S. Espedito ad opera di un padre gesuita e con l’approvazione del cardinale Celesia.
«Nel 1901 – leggiamo nel Chronicon – un gruppo di fedeli decise di erigere una chiesa in onore di S. Espedito nel nuovo quartiere a monte di Viale della Libertà.»
Il 19 luglio del 1903 la signorina Elisabetta Martines, con una somma raccolta tra i fedeli del rione, acquistò
il terreno necessario per la costruzione di una grande chiesa in onore di S. Espedito. Nell’attesa della grande chiesa fu costruita una cappella per avviarne il culto.
La prima pietra della grande chiesa fu benedetta dal cardinale Alessandro Lualdi il 1 giugno 1905. Dopo aver posto le fondamenta vengono elevati i muri perimetrali della nuova chiesa alti 1,50 m. Ma poi, non sappiamo perché, forse per mancanza di fondi, i lavori si fermarono per quasi 30 anni.
Intanto, il nuovo quartiere a monte di Via Libertà si andava sviluppando con la costruzione di molte belle ville stile Liberty, purtroppo tutte scomparse. Si avvertiva l’urgenza della creazione di una nuova Parrocchia per il popoloso rione.
In quel periodo vescovo di Palermo era il card. Luigi Lavitrano. Egli ottenne dalla signorina Martines con atto del 22 marzo 1932 la donazione dell’area destinata alla costruzione della chiesa. Così agli inizi del 1935 i lavori della chiesa furono ripresi.
Un comitato, presieduto dal prof. Michele Pavone, s’incaricò di promuovere una sottoscrizione tra gli abitanti del rione.
Agli inizi del 1936 la chiesa già ultimata nella sua struttura, ma ancora grezza e priva di locali annessi, viene dal Card. Lavitrano consegnata ai fedeli e al nuovo parroco per continuare i lavori di rifinitura e di completamento.
«Il 17 marzo, martedì, 1936 il cardinale Lavitrano firma la bolla di nomina del primo parroco della nuova Parrocchia di S. Espedito, il Sac. Nunzio Mineo».-(Chronicon) Giovedì 19 marzo 1936 alla presenza di una grande folla di fedeli il Card. Luigi Lavitrano, alle ore 11, inizia la solenne benedizione della nuova chiesa parrocchiale.
Il 23 novembre 1996, sessant’anni dopo l’inizio ufficiale della Parrocchia, con una solenne celebrazione eucaristica, presieduta dal Card. Salvatore De Giorgi, si celebra la dedicazione della chiesa parrocchiale e la consacrazione dell’altare.

ARCHITETTURA

 Un primo progetto della chiesa fu elaborato dall’architetto Armò, allora famoso, nello stile Liberty, in voga all’inizio del secolo XX.
I lavori iniziarono nel 1905 ma, dopo che furono eretti i muri perimetrali, vi fu un’inspiegabile pausa trentennale.
I lavori ripresero nel 1935. Il progetto dell’architetto Armò venne modificato perché ritenuto non adatto a una chiesa parrocchiale,anche perché lo stile Liberty andava tramontando. L’incarico di elaborare un nuovo progetto della chiesa fu affidato all’ingegnere Pietro Scibilia che ne curò la costruzione.
Agli inizi del 1936 la chiesa già ultimata nella sua struttura, ma ancora grezza e priva di locali annessi, viene dal Card. Lavitrano consegnata ai fedeli e al nuovo parroco per continuare i lavori di rifinitura e di completamento.
Negli anni seguenti, con il generoso contributo dei fedeli, furono portati a compimento tutte le rifiniture della chiesa e la costruzione dei locali annessi alla chiesa, come la casa canonica e il salone.
Tali lavori si sono protratti oltre il dopoguerra fino agli anni cinquanta.
Intanto la casa canonica non più abitata è stata adibita a locali per le attività pastorali parrocchiali.
Quindi, nel 1983 viene acquistato un appartamento attiguo alla chiesa, sito in via Trapani, che funziona da casa canonica.
A febbraio del 1988 iniziano i lavori di ristrutturazione della chiesa per un riordino generale, su progetto dell’architetto Girolamo Bellomo.
Tali lavori sono finanziati dall’Assessorato ai Lavori Pubblici della Regione Siciliana.
Vengono aperte sei finestre sul lato occidentale della chiesa che si affaccia in Via Trapani. Vengono modificati il presbiterio con le absidiole laterali, in conformità alle disposizioni della riforma liturgica del Concilio Vaticano II.
E’ costruito nel presbiterio un nuovo altare in marmo rivolto al popolo. L’antico altare in marmo col tabernacolo è collocato nella cappella laterale ovest, dove si conserva l’Eucaristia.
Viene costruito sul lato sinistro del presbiterio l’ambone per la proclamazione della Parola di Dio e, nella cappella laterale est, il fonte battesimale. Tutti e tre questi pezzi, l’altare, l’ambone e il fonte battesimale, sono opera dell’arch. Bellomo. Così la chiesa ha due cappelle laterali: una del Santissimo e l’altra del fonte battesimale.
I lavori di ristrutturazione si conclusero alla fine del mese di ottobre del 1988.
Alcuni anni dopo sono stati costruiti e collocati il confessionale e gli scanni che costituiscono la sede del celebrante. Tutti e due in legno di iroco sono opera dell’arch. Girolamo Bellomo, mentre la costruzione è stata eseguita dal signor Giuseppe Prestifilippo, artigiano palermitano.
Negli anni ottanta e novanta la chiesa si è arricchita di quattro tele e due statue. Le due tele della seconda metà del 600, di scuola siciliana, sagomate e con robusta cornice dell’epoca, di m. 2×3, rappresentano la caduta di Gesù sotto la croce, e un soldato romano a cavallo che segue il corteo. Un’altra tela del 700 siciliano m. 2,35×4 rappresenta la Natività del Redentore. La quarta tela di fine 800, di autore ignoto, rappresenta la Madonna che sparge fiori: misura m. 1,70×2.
La chiesa è dominata da una grande croce di legno posta sotto il catino dell’abside centrale con un crocifisso ligneo di ottima fattura della metà del 700.
Piuttosto recente è una statua in terra cotta di S. Giuseppe con il Bambino in braccio, opera di un giovane scultore parrocchiano, Pippo Di Cristina.
Nel Natale del 2001 quattro vetrate vengono sistemate nei quattro grandi oblò laterali della chiesa, su disegni del maestro Riccardo Mazzarino. Vetrate che illustrano i quattro simboli degli Evangelisti.